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OPENCLAW ACADEMY ITALIA · Costi e configurazione

Chiave API OpenAI per OpenClaw: dove si trova e quanto costa davvero

Dove creare la chiave API OpenAI, come caricare il credito, come mettere un limite di spesa e quanto costa GPT-5.6 Luna. Guida di OpenClaw Academy Italia.

Schema in quattro passaggi: accedere a platform.openai.com, aprire la pagina API keys, creare una nuova chiave segreta copiandola subito, caricare il credito e impostare il limite di spesa nella sezione Billing.

Schema illustrativo di OpenClaw Academy Italia, non una schermata reale.

Quasi tutti si bloccano nello stesso punto. Il computer è pronto, OpenClaw è installato, la configurazione guidata chiede di scegliere il fornitore del modello e a quel punto arriva la domanda: "e adesso questa chiave API dove la prendo?".

La risposta è meno complicata di quanto sembri, ma nessuno la spiega dicendo dove cliccare. In questa guida di OpenClaw Academy Italia lo facciamo: dove si crea la chiave, dove si carica il credito, dove si mette un tetto di spesa e quanto costa davvero un modello economico come GPT-5.6 Luna.

Una premessa che vale più di tutto il resto: la fatturazione delle API è separata dall'abbonamento ChatGPT. Se paghi già ChatGPT ogni mese, quel pagamento non ti dà accesso alle API. Sono due prodotti diversi, con due portafogli diversi. [5]

I passaggi e i prezzi riportati qui sono stati controllati sulle pagine ufficiali l'8 settembre 2026. Le interfacce e i listini cambiano: prima di fare conti seri, riapri le fonti in fondo alla pagina.

Che cos'è una chiave API, in parole semplici

Immagina un badge aziendale. Non è il tuo nome e non è la tua password personale: è un tesserino che apre certe porte, che puoi disattivare quando vuoi e che puoi dare a un solo dipendente.

La chiave API è quel badge. Il tuo computer la mostra a OpenAI a ogni richiesta, OpenAI la riconosce e addebita il consumo al tuo credito.

Da questo derivano tre conseguenze pratiche. Chi ha la chiave può spendere i tuoi soldi. Se la perdi, ne generi un'altra e la vecchia smette di funzionare. E soprattutto: non va scritta in una chat, in un post della community o dentro il codice di un sito.

Tieni presente anche che una chiave API non è un abbonamento illimitato. Paghi quello che consumi, misurato in token: ci arriviamo tra poco.

Dove si trova la chiave API OpenAI: il percorso esatto

Il posto giusto non è chat.openai.com, cioè l'indirizzo che usi per parlare con ChatGPT. Il posto giusto è la piattaforma per sviluppatori: platform.openai.com.

Il percorso, passaggio per passaggio:

1. Apri platform.openai.com e accedi. Puoi usare lo stesso account con cui usi ChatGPT: l'accesso è lo stesso, il portafoglio no.

2. Vai alla pagina delle chiavi. L'indirizzo diretto è platform.openai.com/api-keys; dall'interfaccia ci arrivi dalle impostazioni dell'organizzazione, selezionando il progetto e poi la voce API keys. [1] [2]

3. Premi Create new secret key. Dai alla chiave un nome che ti ricordi a cosa serve, per esempio openclaw-server-ufficio: quando avrai tre chiavi, ringrazierai te stesso.

4. Copia la chiave adesso. Questo è il punto in cui si sbaglia: la chiave completa viene mostrata una sola volta. Se chiudi la finestra senza copiarla, non puoi più rivederla dal tuo account e devi generarne una nuova. [2]

5. Conservala dove conservi le password, non in un file di testo sul desktop e non in una email a te stesso.

Una nota che quasi nessuno usa e che invece vale molto: quando crei la chiave puoi limitarne i permessi. Oltre a *All*, che è l'impostazione predefinita, esistono *Restricted*, con permessi scelti endpoint per endpoint, e *Read Only*. Per un server che deve solo generare risposte, non serve la chiave che può fare tutto. [2]

Regola pratica: una chiave per progetto, con il nome del progetto, e i permessi più stretti che bastano a farlo funzionare.

Caricare il credito e mettere un tetto di spesa

La chiave da sola non basta: senza credito, le richieste vengono rifiutate. I nuovi account API usano la fatturazione prepagata, cioè compri credito in anticipo e il saldo scende man mano che consumi. [3]

Nella sezione Billing delle impostazioni aggiungi un metodo di pagamento e acquisti il credito. Due dettagli da sapere prima di premere il pulsante: la ricarica minima è di 5 dollari e il credito acquistato scade dopo un anno e non è rimborsabile. [3]

Subito dopo, prima di collegare qualsiasi automazione, apri la pagina dei limiti. Qui puoi vedere il limite mensile approvato per la tua organizzazione e impostare soglie di spesa. Puoi definire limiti a livello di organizzazione e limiti per singolo progetto: quello dell'organizzazione copre i suoi progetti, quello del progetto copre il traffico addebitato a quel progetto. [4]

Attenzione a non confondere due cose diverse. Il limite di ricarica automatica non è un limite di utilizzo: controlla gli acquisti automatici di credito, non quanto del credito già presente puoi consumare. Se vuoi un tetto vero alla spesa, è il limite di utilizzo quello che devi impostare. [4]

Il mio consiglio per il primo mese di laboratorio: ricarica minima, un limite di spesa basso e una settimana di utilizzo reale prima di alzare qualunque soglia. Un tetto basso trasforma un errore di configurazione in un fastidio, invece che in una brutta sorpresa.

Quanto costa GPT-5.6 Luna, con i numeri

Prima dei prezzi serve capire l'unità di misura, altrimenti i numeri non dicono niente. Si paga a token: pezzetti di testo, un po' più corti di una parola. Come ordine di grandezza, un milione di token equivale grosso modo a settecentocinquantamila parole, cioè diversi romanzi.

Si paga separatamente quello che mandi al modello e quello che il modello ti risponde. Il listino OpenAI per GPT-5.6 Luna, consultato l'8 settembre 2026, indica: [6]

0,20 dollari per milione di token in ingresso. 0,02 dollari per milione di token in ingresso già presenti in cache. 1,20 dollari per milione di token in uscita. [6]

OpenAI presenta Luna come modello pensato per carichi con attenzione ai costi e volumi elevati, con supporto a chiamate a funzioni e risposte strutturate: esattamente le caratteristiche che servono a un agente che deve scegliere tra poche operazioni autorizzate. [6]

Facciamo un conto, con numeri dichiarati come ipotesi. Immagina 50 messaggi al giorno, ciascuno con circa 2.000 token in ingresso (la richiesta più il contesto) e 600 token in uscita (la risposta). In trenta giorni:

Messaggio / comando
Ingresso: 50 × 2.000 × 30 = 3.000.000 token
         3,0 milioni × 0,20 $ = 0,60 $

Uscita:   50 × 600 × 30   =   900.000 token
         0,9 milioni × 1,20 $ = 1,08 $

Totale mese                = 1,68 $

Meno di due dollari al mese, in questo scenario. Ecco perché nell'Academy dico che il costo del modello, all'inizio, non è il problema: il problema è capire cosa fargli fare.

Detto questo, tre avvertenze oneste. Primo: questi sono conti aritmetici su ipotesi di volume, non una previsione della tua bolletta. Secondo: il tuo consumo reale dipende da quanto contesto invii a ogni richiesta, e il contesto cresce in fretta quando alleghi documenti. Terzo: il listino segnala che le richieste con più di 272.000 token in ingresso sono conteggiate a tariffa maggiorata sull'intera richiesta. [6]

In pratica il vincolo vero non è il prezzo unitario, è la ricarica minima di 5 dollari: sotto quella cifra non scendi comunque. [3]

Collegare la chiave a OpenClaw

Con la chiave in mano, il collegamento è la parte più breve. La strada consigliata è la configurazione guidata, che ti chiede fornitore, autenticazione e modello:

Terminale Linux
openclaw onboard --install-daemon

In alternativa, OpenClaw legge la chiave dalla variabile d'ambiente OPENAI_API_KEY. La documentazione descrive sia le chiavi salvate nella configurazione sia quelle fornite dall'ambiente del processo Gateway, e la pagina di stato indica da dove arriva ciascuna chiave senza mostrarne il valore. [7] [8]

Se un giorno ti servirà, il provider OpenAI supporta anche più chiavi per la rotazione: le richieste vengono ritentate con la chiave successiva in caso di risposta di rate limit. Non è una cosa che serve il primo giorno, ma è utile sapere che esiste. [7]

Dopo la configurazione, verifica prima di collegare qualunque cosa di reale:

Terminale Linux
openclaw doctor
openclaw gateway status

Poi manda un messaggio qualunque dalla dashboard. Se il modello risponde, la chiave funziona e il credito è attivo: sono le due cose che volevamo verificare.

Gli errori che costano più cari

Incollare la chiave nel posto sbagliato. Una chiave finita in un repository pubblico, in uno screenshot o in un messaggio di gruppo va considerata compromessa: si revoca e se ne crea un'altra, subito.

Partire senza limite di spesa. Un ciclo mal configurato che richiama il modello in continuazione non è un'ipotesi teorica: è l'incidente più comune quando si automatizza per la prima volta. [4]

Dare all'agente più permessi di quelli che gli servono. La documentazione OpenClaw segnala che contenuti non affidabili possono contenere istruzioni malevole e che la resistenza a questi attacchi varia da modello a modello. Un modello economico collegato a email esterne, terminale e database di produzione è una combinazione che eviterei. [9]

Credere che l'abbonamento copra le API. È il fraintendimento più diffuso, e si scopre solo quando la prima richiesta viene rifiutata per mancanza di credito. [5]

Quando invece conviene un modello locale

Se il costo per messaggio è già bassissimo, perché qualcuno sceglie un modello locale? Non per risparmiare qualche euro: per non far uscire il testo dal computer.

Ollama permette di eseguire modelli in locale e OpenClaw documenta il suo utilizzo come fornitore. In quel caso non paghi token, ma paghi in hardware, in tempo di configurazione e in qualità del risultato, che con modelli piccoli è diversa. [10]

La strada che consiglio nell'Academy è ibrida e in quest'ordine: parti dall'API, perché ti costa poco e ti fa capire subito se l'automazione ti serve davvero. Sposta in locale quello che deve restare in casa, quando avrai capito quali passaggi sono.

Il punto non è scegliere il modello più economico o quello più potente. È sapere quanto stai spendendo, per cosa, e con quale tetto massimo. Se hai impostato la chiave, il credito e il limite di spesa, questa parte l'hai già risolta.

Fonti e riferimenti

Documentazione di riferimento. Gli esempi progettuali e l'esperienza personale sono distinti dalle funzionalità documentate.

  1. OpenAI: pagina API keys della piattaforma
  2. OpenAI: dove trovare la chiave API e i permessi delle chiavi
  3. OpenAI: fatturazione prepagata, ricarica minima e scadenza del credito
  4. OpenAI: limiti di utilizzo e di spesa
  5. OpenAI: la fatturazione API è separata dall'abbonamento ChatGPT
  6. OpenAI: scheda e listino del modello GPT-5.6 Luna
  7. OpenClaw: fornitore OpenAI e gestione delle chiavi
  8. OpenClaw: variabili d'ambiente
  9. OpenClaw: sicurezza, modelli e contenuti non fidati
  10. OpenClaw: modelli Ollama in locale